Entra un vento afoso dalla finestra,
accompagnato da chiacchiere fievoli
di parenti lontani e amici sconosciuti.
Ascolto a lungo il rumore del tramonto
e mi accorgo che non mi appartiene,
non sento più alcuna luce dentro di me.
Io, riflessa in un mondo che non esiste,
nato dai miei sogni indelebili di bambina
e dalle mie irrazionali speranze di donna.
Cala la notte come un silenzioso sipario
sul mio respiro tormentato dalla coscienza
che quella luce si è ormai spenta per sempre.
Nessun commento:
Posta un commento